La Nah-sinnar, ovvero la "Musica del Vuoto", è una musica particolare che ha origini antichissime e deriva dallo sciamanesimo druidico dei Nativi europei. Le sue origini affondano nell'alba della storia della Terra e si legano agli antichi miti di Fetonte e del Graal.


Meditare con la Nah-sinnar

La "Musica del Vuoto" dell'antico sciamanesimo druidico dei Nativi europei


Armonia e benefici della Nah-sinnar

La Nah-sinnar, ovvero la "Musica del Vuoto", è una musica particolare che ha origini antichissime e deriva dallo sciamanesimo druidico dei Nativi europei. Le sue origini affondano nell'alba della storia della Terra e si legano agli antichi miti di Fetonte e del Graal.
Spesso confusa per i suoi effetti terapeutici come una forma di musicoterapia, la Nah-sinnar a differenza di quest’ultima non agisce come antidoto ai problemi psichici (musica quieta per i nevrotici, musica rock per gli apatici), ma sviluppa un’azione specifica e programmabile sul Profondo (o Inconscio) che porta, attraverso le informazioni archetipali contenute nel suo "kuidan", ad attuare degli effetti armonizzanti alla radice della psiche.

Un incontro di meditazione con la Nah-sinnar a Dreamland

Così come induce al rilasciamento spontaneo (determinato dal Profondo) delle membra, essa porta anche spontaneamente al "Said", ovvero alla "pacificazione della mente", basata sullo svuotamento dei pensieri e delle preoccupazioni aggressive.
Ma la Nah-sinnar porta anche all'attuazione dell'esperienza particolare della Visione, che può essere sia di natura terapeutica basata sul fenomeno onirico e sia di natura percettiva attraverso il "viaggio" spazio-temporale.
La Nah-sinnar può produrre effetti terapeutici ed esperienziali di ogni genere e in ogni condizione possibile, ma soprattutto viene considerata come un idoneo supporto per la pratica della meditazione in quanto permette risultati duraturi. In questa prospettiva essa viene utilizzata nella pratica della Paità della Kemò-vad condotta in forma libera.
La Nah-sinnar esprime il potere intimo e misterioso della Natura, ovvero del Vuoto (lo Shan secondo l’antico sciamanesimo druidico), qualità reale, sebbene invisibile e immateriale, di tutta l'esistenza, che può portare all'armonia e al benessere.
Giancarlo Barbadoro, oggi promotore della Nah-sinnar, è venuto a conoscenza di questa particolare musica in Bretagna presso la comunità di druidi della foresta di Brocéliande. Da loro ha appreso questa antica tecnica che ripropone attraverso il flauto e le tastiere.

 
L'antico sciamanesimo druidico e la Nah-sinnar

La Nah-sinnar porta a stati di benessere e ad intuizioni spirituali manifestando le proprietà dell'armonia della Natura che si esprimono attraverso le proprietà fisiche e mistiche del Suono.
Il Suono è insito nella Natura ed è percepibile nei ruscelli, nel vento, nel tuono, nella pioggia, e su questa base l'antico sciamanesimo druidico giunse a creare la Nah-sinnar. Una musica che poteva essere strutturata per lo specifico ottenimento delle esperienze volute.
Il suono era visto dalle prime creature senzienti del pianeta come il linguaggio degli dèi che comandavano i fenomeni della natura. All'inizio gli antichi sciamani operarono con l'imitazione dei suoni per sviluppare quella che potrebbe essere definita come "magia simpatica", ovvero la riproduzione del tuono sul tamburo per richiamare il temporale e la pioggia nei periodi di siccità.
Poi però si accorsero che il suono non era solamente un fenomeno auditivo ma portava a risvegliare nell'individuo condizioni interiori ed a effetti fisici.

Giancarlo Barbadoro in Bretagna, dove ha appreso la pratica della Nah-sinnar

Progettarono quindi di imbrigliare l'energia archetipale del suono per realizzare la Nah-sinnar allo scopo di ottimizzare le proprietà del suono attraverso precisi moduli archetipali naturali costituiti da 12 note musicali, gei fare, e dal principio dei numeri primi. Moduli musicali, ciascuno realizzato e realizzabile con un preciso scopo terapeutico, armonizzante e spirituale.


La Nah-sinnar e l'esperienza del Silenzio interiore

La Nah-sinnar, sul piano più intimo della sua concezione, ha lo scopo di condurre al Silenzio interiore, porta di accesso al piano reale dello Shan, il nome dato alla Natura dagli antichi druidi, in cui unirsi in una sorta di sintonia mistica che unisce il tutto, attraverso cui comunicare con il cosmo e da cui trarre benessere e ispirazione interiore.
Gli antichi druidi concepivano l’effettiva qualità della Natura nella sua natura invisibile e immateriale, oltre la percezione dei sensi e dell’immaginazione. Un piano di esistenza alla cui logica fenomenica dipendono tutte le cose del nostro universo. Una qualità che veniva intesa come “Vuoto” poiché la sua natura non risponde ad alcuna attribuzione concettuale che possa definirla.
L'universo è nato dal Vuoto. Possiamo conoscere l'energia che anima l’universo, ma non possiamo neppure immaginare quella del Vuoto, e da qui il nome che venne dato dagli antichi druidi alla particolare musica della Nah-sinnar.
L'esperienza del Silenzio va ricercata innanzitutto nella condizione (gei Saah) che predispone all’ottenimento dell'esperienza interiore. Concorrono a questa funzione l’idoneità dell’ambiente e la quiete che esso consente. In questa funzione è identificabile anche la specifica melodia della Nah-sinnar, come appare al di là della sua funzione archetipale, utilizzata come supporto all'esperienza.
Il Silenzio interiore effettivo (gei Sà) è quello realizzato dall’Io (gei Nai) nel suo stato di pura consapevolezza, senza essere soggetto al disturbo del “rumore” prodotto dai sensi e dalla mente.
Esperienza che consente all'individuo di realizzare la "trasparenza diamantina" in cui si manifesta il Vuoto. Ovvero di giungere a trovarsi nella condizione di “danzare nel vento”, così come è definito nel concetto druidico di Kemò-vad.

Una meditazione con la Nah-sinnar condotta con il flauto di Giancarlo Barbadoro al cerchio di pietre di Dreamland

Realizzare il Silenzio interiore significa far coincidere la natura dello Shan con la consapevolezza del meditante in una empatia mistica da cui trarre armonia e conoscenza.

 
La meditazione con la Nah-sinnar

La cosmologia dello sciamanesimo druidico concepisce l'universo come un evento che ha avuto origine da un Suono primordiale.
Il Libro d'oro dei druidi di Rama riporta il mito cosmogonico del "Drago primordiale". Una creatura che, quando ancora non esisteva nulla, comparve all'improvviso uscendo da una breccia che si era aperta nella natura del Vuoto mistico che rappresentava sino al quel momento l'esistenza.
Il Drago, uscito dalla sorta di uovo cosmico in cui era nato, spaventato dall'esistere che gli appariva si rannicchiò su se stesso per poi aprirsi con tutta la possenza delle sue ali lanciando un urlo terribile che diede vita alla vita. L'onda sonora si propagò per l'esistere creando la materia, i mondi e la vita.
Intanto il Drago nella sua consapevolezza si pose nella postura della Kemò-vad e diede inizio ai suoi primi passi di danza con cui si appropriava dello spazio-tempo in cui si era trovato a vivere. Un atto creativo e un mezzo per fare esperienza che completava la sua potenzialità evolutiva.
Una cosmogonia che lo sciamanesimo druidico suggerì agli altri popoli antichi, come nel mito della creazione dell'esoterismo egizio in cui il dio Thoth formulò il mondo con il suo canto. Oppure nella narrazione biblica del verbo divino che trasforma il buio in luce.
Una cosmogonia che sembra riscoperta dalla fisica quantistica secondo la quale, a seguire la "teoria delle stringhe", l’universo non sarebbe altro che una grande sinfonia cosmica di energia vibrante.
In merito alla concezione cosmologica del Suono primordiale la Nah-sinnar è ritenuta importante come supporto per meditare, soprattutto per chi vuole ottenere risultati concreti e duraturi nel tempo su un piano mistico.
In questa funzione la Nah-sinnar ha lo scopo di tacitare il mondo delle illusioni sensoriali ed emotive per portare l'Io consapevole (il Nai) ad accedere a stati di coscienza superiori.
Se l'universo è il prodotto di un’azione virtuale come il suono, allora esso non può essere inteso altro che un fantasma che appare reale solamente grazie all'illusione dei sensi. Ed oggi la scienza dice anch'essa che l'universo è un fantasma olografico.
Ma se l'universo è un fantasma inconsistente, allora nella stessa identica valutazione, anche l'individuo è un fantasma inconsistente che crede di esistere per quello che non è, basandosi su valori e ideologie mentali.
In effetti secondo l'antico druidismo nulla è reale, neppure l'individuo che si relaziona all'esistenza basandosi sui sensi e sulla sua immaginazione mentale, vivendo problematiche di sofferenza inutili poiché crede alla presunta realtà dei suoi problemi.
La Nah-sinnar utilizzata nella pratica della meditazione può rappresentare per il meditante un importante supporto che gli può consentire di entrare in sintonia con la sinfonia cosmica dell'universo e divenire consapevolmente esso stesso Suono per risalire alla Fonte che ha dato vita all'universo con il Suono primordiale.

Il tamburo è uno degli antichi strumenti usati dagli sciamani

Questo evento lo porta a divenire reale sul piano della Causa Prima di tutta l'esistenza (gei Shan) e partecipare all'armonia e al benessere che essa manifesta per se stesso e per altri che versassero nel bisogno.


Meditare idoneamente con la Nah-sinnar

L'utilizzo della musica del Vuoto non presenta particolari difficoltà. Il suo ascolto deve essere attuato in una condizione di disponibilità che permetta di usufruire dei suoi effetti terapeutici e intuitivi.
Occorre, senza porsi aspettative né stare ad osservarsi, disporsi spontaneo all'ascolto della musica evitando di seguire la melodia, per quanto possa essere coinvolgente, lasciandosi avvolgere da essa come un bagno purificatore e portando l'attenzione al suo insieme.
E' la musica stessa che opera attraverso il suo "kuidan" che giunge al Profondo per proporre il giusto modello archetipale e armonico in sintonia con la natura reale e mistica dell'esistenza.
Non occorre un lungo tempo di applicazione per realizzare un benessere personale per mezzo di questa musica.
Una esperienza semplice e naturale che non richiede nient'altro che la volontà di recuperare il proprio giusto benessere.

Riassumendo:
1. Sedersi in postura o in qualunque altra situazione che assicuri una posizione confortevole mantenendo la colonna vertebrale diritta e senza sforzo.
2. Chiudere (facoltativo anche se consigliato) gli occhi all’inizio della musica e riaprirli solo alla fine dell'esecuzione musicale.
3. Abbandonare le mani in grembo (possibilmente il dorso sinistro sul palmo destro).
4. Non seguire assolutamente la melodia (fa tutto lei da sola).
5. Dare attenzione alla musica nel suo insieme globale mantenendo attiva la percezione di sé.
6. Non seguire i pensieri.

Esistono vari metodi di esperienza della pratica della meditazione con la Nah-sinnar. Uno di questi, dagli effetti energetici notevoli, è quello basato sull'introiezione della musica nel proprio corpo.

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La leggenda del Drago e la Kemò-vad
Il Tamburo dello Sciamano

 




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